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Chiesa San Giovanni in Arzachena

 
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Posted 24 dicembre 2012

 
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Chiesa San Giovanni in Arzachena costruita nel 1744

La chiesa dedicata a San Giovanni evangelista è stata costruita sulla riva sinistra del fiume omonimo, al sedicesimo km dell’attuale strada statale Olbia-Arzachena.
La tradizione orale narra che intorno al Settecento, i tre fratelli Pileri, di origine aggese, durante una battuta di caccia al cinghiale, sarebbero stati richiamati dall’insistente abbaiare dei cani tra la fitta boscaglia. Si fecero largo con lo spadino tra i roveti e scoprirono una statua di marmo raffigurante San Giovanni evangelista, martirizzato entro una caldaia di olio bollente. La statua era immersa in una profonda pischina del fiume, successivamente chiamata, pischina sacrata. Con l’aiuto di altri pastori della zona, dopo essere riusciti a collocarla sopra una tragghjola, decisero di portarla in cima alla collina di Morasa; i buoi, dopo aver percorso circa 500 metri, si fermarono e non vollero più andare avanti. Attribuendo ciò alla stanchezza degli animali, aggiunsero altre due paia di buoi non stanchi, ma non si riuscì a smuoverli. Decisero quindi di costruire proprio lì l’attuale chiesa. Il rinvenimento della statua, la presenza in superficie di numerosi cocci fittili di epoca medievale e di olivastri secolari fa’ presumere l’esistenza di una precedente chiesa in un abitato di epoca medioevale.
L’esistenza della chiesa Chiesa San Giovanni in Arzachena nel 1744 è documentata dall’Atto di confisca e possesso preso dal R. Fisco Patrimoniale della città di Terranova sui territori a giurisdizione dell’anno 1744.
La costruzione, con pianta ad aula rettangolare, ha due ingressi laterali, campanile a vela sulla cuspide della facciata principale, muri faccia a vista, copertura in manto di coppi su orditura lignea. All’interno, sull’altare maggiore, l’antica statua di San Giovanni evangelista, di probabile scuola del Bernini.
Sul lato sinistro si apriva la losa ove venivano depositati i defunti, secondo l’uso tradizionale. A pochi metri di distanza, nel 1900, fu costruito un piccolo cimitero intorno al quale sono nate varie leggende che la tradizione orale a conservato.
Negli anni Trenta del Novecento su progetto di mons. ing. Maria Chiavetta Spirito, con un contributo di Pio XI, furono costruiti due vani: sacrestia, cacina e servizi.
Il primo luglio 1930, il fiduciario pontificio delle case parrocchiali, Angelo Villa, firmò l’atto di consegna al parroco don Gavino Russino.Nel 1993 l’edificio è stato consolidato e restaurato; è stato ripristinato anche il pavimento in granito.
Nella stessa chiesa, al culto di San Giovanni evangelista si aggiunse quello di San Giovanni Battista, per un ex-voto dei cugini Giandomenico e Giovanni Demuro che proprio il 24 giugno 1855, giorno del loro onomastico, durante la guerra di Crimea, si salvarono nell’assedio di Sebastopoli, per intercessione di S. Giovanni Battista. Nel lato sinistro della chiesa è collocata la statua di S. Maria Maddalena, donata da Maddalena Cattrocci, in seguito ad un voto fatto durante la guerra del 1915-18; nel lato destro è collocata la statua della Madonna dell’Incontro, donata da Domenica Carta. San Giovanni Evangelista si festeggia il 6 maggio ed il 3 settembre; San Giovanni Battista il 24 giugno e il 29 agosto; Santa Maria Maddalena il primo sabato di giugno; la Madonna dell’Incontro il primo sabato di ottobre.

Tratto dal libro : Una ghjanna sempr’abbalta di Don Francesco Cossu Parroco di Arzachena


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