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La nascita di Baja Sardinia di Domenico Gentili

 
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Posted 1 aprile 2012

 
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La vera storia de La nascita di Baja Sardinia di Domenico Gentili

Recandomi spesso in Sardegna negli anni ’50 per lavoro, dove andavo a vendere saponi e saponette, mi resi conto della bellezza di quelle terre, in particolare delle sue coste. Un giorno di settembre del 1961 inviai in Sardegna un giovane geometra di Castenaso (Bo) per fare un giretto di sondaggio. Il geometra, Paolo Sarti, partì e fece tutto il periplo dell’isola e quando tornò mi disse solo due parole: “Nord Est”. Aveva visto giusto. Partìì anch’io per la Sardegna; in quegli anni ci volevano circa dodici ore per arrivare in Sardegna da Civitavecchia, con una nave che era un trabiccolo, piena di cimici e pidocchi, ma io avevo davanti agli occhi quel paradiso. Girai da Sud a Nord di Olbia e alla fine scelsi tra due appezzamenti di terreno in vendita: Cala di Volpe e Cala Battistoni e io optai per quest’ultimo: era il 30 ottobre 1961.

Il venditore del terreno era un grosso personaggio, alto di statura,  molto noto nella zona anche per la sua autorità ed il suo carisma: Nicolò Ragnedda detto Michele. Iniziò così l’opera di progettazione e costruzione di un villaggio turistico; da considerare che allora non esistevano né strade, né acqua – telefono – luce. Miei validi collaboratori furono i coniugi Giandomenico Orecchioni e Caterina, Ragnedda, Antonio Sacchetti (che si improvvisò architetto, ristoratore e albergatore), Maria Luisa Cesari (amministratrice), mia moglie Franca e mio fratello Alberto.Moltissimo mi aiutarono i primi sindaci di Arzachena: Battista Orecchioni, Giorgio Filigheddu, Giacomo Tanchis e Giovanmichele Digosciu ai quali va il mio grato ringraziamento.

Scavammo pozzi, raddrizzammo muretti, seminammo pinoli per rimboschire la località, sistemammo la spiaggia. Il primo albergo  fu un forte della prima guerra mondiale trasformato in hotel; il nome lo diede una delle vecchie auto portate per l’occasione in Sardegna, la quale, arrancando per la strada sterrata e polverosa arrivò sbuffando al vecchio forte… e così fu il “Tuf Tuf Hotel”. Poi iniziammo la ristrutturazione dello “stazzu” dell’ex proprietario del terreno che trasformammo in un ristorante “il Pappagallo”, nato sulle orme dell’omonimo e intramontabile ristorante il Pappagallo di Bologna. Mascotte del ristorante sardo diventò un vero pappagallo di nome Oreste che, all’entrata del locale, dava il benvenuto ai clienti. Iniziammo la costruzione di due villette e delle infrastrutture necessarie: acquedotto, fognature, gruppo elettrogeno per l’elettricità. Il 14 luglio 1962 alle ore 18, fra una nuvola di polvere arrivarono le autorità civili e militari e fu inaugurato il complesso; accompagnati dalla musica dall’orchestra di Hengel Gualdi e dal canto di Andrea Mingardi.

Oggi a Baja Sardinia, ci sono quattrocento tra ville ed appartamenti, tredici alberghi, ristoranti, negozi, un supermercato.

Cala Battistoni diventò Baja Sardinia, così ribattezzata dal sottoscritto.

Domenico Gentili.

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3 Comments


  1.  
    Nadia P
     
     
     
     
     

    Una storia fantastica! Quanta poesia… Uomini che hanno costruito un mito…

      


  2.  
    Maria Giovanna
     
     
     
     
     

    Ho lavorato a Baja Sardinia per quasi 10 anni, mio figlio è nato qui in questa parte della Sardegna, noi veniamo dal sud. Amo questo piccolo borgo. Complimenti alla famiglia Gentili.

      


  3.  
    Rita

    Nel 1975 sono stata nel villaggio Tuf Tuf allora gestito dal Club Vacanze. Era un villaggio per giovani da 18 a 35 anni Si mangiava in una struttura tipo militare con delle finestrine che inquadramento scorci di mare che sembravano dei quadri. E possibile che si parli dello stesso luogo? Grazie per la risposta

      



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