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Tomba di Giganti Li Lolghi

 

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Posted 7 giugno 2012

 
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Tomba di Giganti Li Lolghi una delle sette meraviglie di Arzachena.

Proseguendo da Arzachena sulla s.s. 427 per Luogosanto, dopo 3 km, imboccata una stradina asfaltata si giunge in località li Lolghi, dove in cima ad una collina domina l’omonima Tomba dei Giganti, costruzione nuragica databile attorno al 1800 a.C. e in ottimo stato di conservazione. La struttura è costituita da l’esedra e la stele, quest’ultima caratterizzata da due lastre di granito sovrapposte, un’architettura ardita per i tempi.

Nel contesto nuragico della zona, l’imponenza della tomba dei giganti di Li Lolghi si distingue particolarmente. Sembra quasi imporsi come simbolo della società stanziata in quel territorio in una forma di insediamento sparso che trovava punti di concentrazione laddove erano possibili il controllo, la difesa, l’esercizio delle attività economiche di sopravvivenza. La tomba svetta su un rialzo collinare che rende visibile anche a distanza la grandiosa stele monolitica che chiude il corridoio sepolcrale. Ai suoi lati, ad altezza scalare, quattordici lastre infisse coronano l’area cerimoniale dell’esedra.

Le dimensioni complessive del monumento sono il risultato di due fasi costruttive e di ampliamento, frutto di un’organizzazione sociale di prestigio, demograficamente incrementata, tanto da consentire la realizzazione di grande opere. Appartengono alla fase di ampliamento l’area cerimoniale ed il corridoio di sepoltura, che consta di una lunga cista interrata, coperta a lastroni orizzontali, terminando con una zona a due piani, scompartita in una sorta di edicola che doveva accogliere offerte particolari. La parte terminale del monumento, di quota più elevata rispetto alla cista, è la più antica: si tratta di una tomba a galleria, riferita all’Età del Bronzo antico, composta da tre lastre infisse a coltello, pavimentata a lastricato, coronata da un recinto ellissoidale che reggeva il tumulo di terra e pietre che lo ricopriva.

Tutti gli elementi che compongono il sepolcro furono inglobati in un unico grande tumulo, creato al momento dell’ampliamento della tomba in età nuragica, riunendoli in un maestoso insieme che, oltre a soddisfare le esigenze di più ampio spazio per le sepolture, deve aver costituito un segno ostentato di ricchezza e di potere della comunità alla quale questo territorio faceva capo. Alle due fasi costruttive fanno riscontro i materiali culturali rinvenuti: ceramiche di uso comune, provenienti in parte dall’interno del sepolcro a documentare l’offerto al momento delle inumazioni.

La cospicua quantità dei resti nell’esedra testimonia invece un sentito culto dei defunti, che non si esauriva con la solennizzazione del seppellimento, ma si esprimeva secondo un’ideologia religiosa che basava uno dei propri cardini sulla credenza nell’aldilà. Il simbolo della falsa porta, rappresentata nella stele, costituisce uno degli elementi di prova.

Testo della Dott.ssa Angela Antona.

 

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