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Posted 29 maggio 2013 in News
 
 

Parco archeologico da record con 135mila visitatori




ARZACHENA. La storia non conosce crisi. E i numeri del parco archeologico lo dimostrano. A volte la freddezza della matematica sa scaldare il cuore. I 125mila 402 visitatori del 2010 sono diventati 128mila 296 nel 2011 per arrivare nel 2012 a un soffio da quota 136mila. Un lavoro di squadra. Tutti i siti, sia quelli gestiti dalla Geseco sia quelli coordinati dalle cooperative Anemos e Lithos lavora in rete per trasformare il percorso nella antica storia della città in una emozione unica.
Il complesso nuragico della Prisgiona resta il fiore all’occhiello di Arzachena, il sito più spettacolare che fa da richiamo per il resto del parco. Un trend di gradimento in costante aumento. Nel 2010 i visitatori erano stati 25mila 462; 30mila 472 nel 2011; nel 2012 record con 33mila 662 presenze.
Se però si fa un parallelo con il passato, nei primi 5 mesi del 2013 si è registrato un leggero calo alla Prisgiona. Nel 2012 i visitatori erano stati 10mila 655, nel 2013 sono 8mila 259. A far precipitare il trend positivo la minore presenza di italiani. In cima alla lista degli appassionati di archeologia ci sono sempre gli stranieri, tedeschi, austriaci, israeliani, francesi. «Un calo legato alla minore presenza di italiani – spiega l’ archeologa Angela Antona –. La Prisgiona esercita sicuramente un grande fascino sui visitatori. Ma tutto il parco archeologico riveste una importanza fondamentale per Arzachena. Investire in cultura, come è stato fatto in questi anni, e continuare a investire in questo settore come sulla professionalità di chi lavora nei siti è la strada giusta da percorrere».
Un investimento anche economico. I siti archeologici si autofinanziano e si autosostengono con la sola bigliettazione, senza contributi pubblici.
Nei giorni scorsi è stata aperta la nuova campagna scavi alla Prisgiona. Verrà messo in sicurezza il nuraghe e verranno scavate nuove capanne. In contemporanea l’amministrazione di Alberto Ragnedda lavora per dare alla città un vero museo archeologico. L’edificio che oggi ospita solo una collezione di minerali è destinato a diventare la vetrina dei reperti trovati nelle precedenti campagne di scavo. Molto più che una promessa. Entro la fine dell’anno verrà allestita la prima mostra. Inizialmente sarà temporanea ma l’obiettivo è trasformarla in permanente. «Negli anni una squadra di cinque restauratori ha lavorato di molti reperti che finalmente potranno essere ammirati da tutti», conclude la funzionaria della Soprintendenza dei beni archeologici Angela Antona.

Fonte: www.lanuovasardegna.gelocal.it


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